La storia del violino

La storia della famiglia del violino

Violino, viola e violoncello sono tutti i membri della famiglia del violino.

La famiglia del violino ha una lunga storia che può essere fatta risalire a centinaia di anni fa, esistono vari tipi di violini a 2,3 e 4 corde in molte culture diverse in tutto il mondo, molti studiosi ritengono che i predecessori dei violini a 4 Corde, le viole ed i violoncelli, si è sviluppato in Europa a partire nel 1500, portati nel sud dell’Europa nel Medioevo da mercanti e artisti musulmani.



In Europa durante il Medioevo, due tipi di violini sono stati utilizzati per fare musica, il Rebec sviluppato in un corpo a forma di pera e collo realizzato in un unico pezzo di legno, dotati di fori rotondi per il suono e che divennero a forma più simile a effe come vediamo nel violino di oggi.

Di norma avevano tre corde accordate in quinti e sono stati usati per riprodurre melodie e musica da ballo.

La Viella è diffusa in una moltitudine di forme e dimensioni, aveva un collo che era distinto dal corpo, poteva avere da 3 a 6 corde ed è stato spesso utilizzato per accompagnamenti stile ronzio.

Dal 12° al 15° secolo, Viella e Rebec si sono sviluppate, sono state aggiunte ulteriori corde ed altri miglioramenti sono stati fatti per la loro costruzione, il ponte e la costruzione della cordiera sono nettamente migliorati.

Viola da braccio

La viola da braccio è apparsa durante il Rinascimento prima del 1500 a seguito di esperimenti per combinare le caratteristiche di Rebec e Viella, tipicamente aveva quattro corde accordate in quinti, questo strumento è stato utilizzato principalmente per accompagnare la musica vocale ed i balli durante il Rinascimento, è stato l’immediato predecessore al violino.

Amati

L’attuale modello di violino è emerso nella sua forma definitiva tra il 1520 e il 1550 nel nord Italia. Andrea Amati è stato il primo dei grandi liutai a realizzarlo, il primo violino quattro corde fatto da Amati è datato 1555, questo fa parte di un gruppo di sette violini ora al Metropolitan Museum of Art, realizzati nel 1558.

Cremona

La più famosa scuola di liuteria italiana è quella di Cremona, fondata da Antonio Amati, Girolamo Amati e dal figlio di Girolamo, Nicola. Gli alunni di Nicola Amati erano Girolamo Amati II, Andrea Guarneri, G.B. Rogeri, Francesco Ruggieri, Paolo Grancino e Antonio Stradivari, diventato il più famoso di tutti i liutai.

Stradivari (1644-1737)

L’importanza di Stradivari è che ha definito il modello del violino che è stato poi utilizzato da tutti i suoi successori. Stradivari è il liutaio più influente di tutti i tempi, nel corso della sua lunga vita ha prodotto circa 1000 strumenti.

Altri grandi precoci liutai

A Brescia il primo grande maestro fu Gasparo Bertolotti di Salò (1540-1590), Giovanni Paolo Maggini (1580 – 1632) è stato suo più importante allievo.

Altri grandi liutai che hanno lasciato una traccia indelebile come Stradivari, includono i cremonesi Lorenzo Guadagnini (ca. 1695 – circa 1745) e Giuseppe Guarneri “del Gesù” (1698-1744) e l’austriaco Jacob Stainer (ca. 1621-1683).

Gli sviluppi nel 18° e 19° secolo

Nel 17° secolo il violino viene suonato tenendolo comunemente appoggiato contro il petto, quando i compositori hanno iniziato a scrivere musica più complessa, ha coinvolto il passaggio a posizioni più elevate nella metà del 18° secolo, i violinisti hanno cominciato a tenere lo strumento sotto il mento, così come è tenuto oggi.

I compositori del 18° e 19° secolo hanno iniziato a compiere maggiori richieste del violino, chiedendo agli esecutori di suonare in posizioni più elevate, i liutai hanno risposto allungando la tastiera e aumentando l’angolo del collo per rafforzare il collegamento dal collo al corpo.

Leopold Mozart nel suo trattato sui principi fondamentali di violino nel 1756 descrive due modi di tenere il violino – contro il petto o sotto il mento.

Geminiani nel 1782 ha scritto che l’unico modo per tenere il violino in modo sicuro è sotto il mento, a Louis Spohr viene attribuita l’invenzione della mentoniera nel 1820, con l’arrivo del 19° secolo, la pedagogia di tenere il violino tra la spalla e il mento è stata ben stabilita.

Prima dell’invenzione della vite, la tensione è stata aggiunta al crine manualmente utilizzando la pressione del pollice. Gli archi barocchi sono stati costruiti in diverse lunghezze, da utilizzare per eseguire diversi stili di musica, le danze veloci vengono eseguite utilizzando archi più corti, quelle più lente sono invece realizzate usando archi più lunghi.

Lo sviluppo della testa del violino alla sua forma moderna è stato perfezionato da François Tourte (1774-1835), stabilì che il Pernambuco era il materiale migliore per la realizzazione degli archi, dato il suo peso, resistenza ed elasticità.

Il legno di Pernambuco viene dal Sud America, infatti è il nome di una regione in Brasile.

Prima al 1775 la lunghezza e il peso del arco di violino non erano stati standardizzati, Tourte stabilì la lunghezza ottimale della testa di violino a 74 a 75 cm.

La famiglia dei violini ha avuto nel tempo una grande evoluzione sino ad arrivare alla sua definizione attuale su cui i liutai moderni basano il proprio lavoro applicando il proprio personale stile evolutivo.